Bologna Bug

L'anomalia imprevista nel sistema inattaccabile "bologna la rossa ver 1.0"

Ultras, polizia, Onu?? Ma Siamo Pazzi?!?!?!?!

Vi riporto un articolo da libero.it che secondo me dice l'esatta verita sullo spiacevole fatto del ragazzo ucciso in autogrill:

L'emergenza nazionale? E' una gaffe
Lunedí 12.11.2007 10:52

di Gianni de Felice

E se provassimo anche a ragionare? E’ successo un fatto di cronaca non più assurdo e dolorso di tanti. Fra due gruppetti di giovani scoppia per futili motivi un alterco che degenera in rissa. Da una sessantina di metri un poliziotto ritiene che sia il momento di sfoderar la pistola. Vengono esplosi due colpi: uno raggiunge e uccide un giovane di ventisei anni, seduto in un’auto che sta già lasciando il luogo della rissa.

Questi, al momento, i fatti emersi. Mettiamoli fra paletti. Primo paletto: la responsabilità penale è personale, la polizia – soggetto collettivo – non c’entra; potrà esser chiamato a rispondere dell’omicidio solo il poliziotto assegnatario dell’arma che ha ucciso.  Secondo paletto: fatto accaduto non dentro uno stadio o in prossimità, durante o subito dopo una partita di calcio, ma nella piazzola di un autogrill, a centinaia di chilometri dai luoghi in cui le beneamate degli altercanti (Lazio e Juve) avrebbero dovuto giocare due distinte partite. Terzo paletto: i giovani viaggiavano in forma assolutamente privata, cioè non intruppati in pullman di tifo organizzato, imbandierato e molto spesso armato. Quarto paletto: i due gruppetti non si conoscevano e non si cercavano, si sono trovati per fatale casualità vicini in un parcheggio autostradale. Quinto paletto: il povero ragazzo romano non è morto nella rissa per mano di un tifoso “avversario”; la violenza calcistica è fuori tema.

Aberrante e strumentale il richiamo all’episodio Raciti, che avvenne a pochi metri da uno stadio, a causa di una partita ed ebbe per vittima una persona che si trovava comandata lì per lavoro. Ininfluente – se i fatti sono quelli emersi – che i futili motivi dell’alterco fossero di tifo calcistico; potevano essere – come leggiamo ogni giorno nelle cronache – di tante altre nature: dal sorpasso scorretto al complimento pesante a una ragazza, dall’auto parcheggiata in cortile o al volume del televisore troppo alto. Non è la prima volta, e purtroppo non resterà l’ultima, che due gruppetti di giovani s’azzuffano per futili motivi. Non è la prima volta, e purtroppo non resterà l’ultima, che l’arma di un agente, invece di proteggere il cittadino, per sbaglio lo ammazza.

Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio morto ad Arezzo

Eppure, nessuno si sogna di proporre in simili casi la sospensione della tivù, la chiusura dei cortili, la soppressione delle autostrade, l’imposizione del burka alle donne belle e del bavaglio agli uomini galanti, lo scioglimento delle forze dell’ordine. Se si accoltellano scaricatori di porto, non si chiudono i porti. Perché, se si accoltellano tifosi, si chiede la chiusura degli stadi? Chiudere i sottopassaggi perché insicuri e maleodoranti a causa di rapinatori e orinatori, promuovere e laureare asini per evitare le proteste di studenti e universitari, chiudere i parchi per non farli frequentare dagli spacciatori sono “soluzioni” idiote, che allignano soltanto in un Paese reso codardo dal “buonismo” ideologico, dalla pigrizia del quieto vivere, dall’indecorosa ricerca del consenso e dal rifiuto della responsabilità. Sono i segni di uno Stato che ha paura.

E’ frutto della paura la imperdonabile gaffe di trasformare un doloroso fatto di cronaca in un caso di emergenza nazionale, di paventarne conseguenze tutt’altro che incontrollabili se si ha voglia e polso. Imbarazzante la mobilitazione di tanta gente importante da “concertare”: presidente del Consiglio, ministro dell’Interno, ministro dello Sport, capo della Polizia, Osservatorio del calcio, Prefetti e Questori interessati, presidente del Coni, presidente Federcalcio, presidente della Lega e chissà quanti altri. Se quel povero ragazzo romano fosse stato soltanto un bravo disk-jockey, e non anche un tifoso laziale, le istituzioni repubblicane avrebbero fatto tutto il casino che hanno fatto?

E’ conseguenza della paura l’eccessiva importanza che le istituzioni danno ai tifosi violenti, ingigantendone il delinquenziale ruolo, facendoli sentire protagonisti, dando risalto alle loro bravate, presentandoli come samurai invincibili, subendo assalti e devastazioni, nascondendo i poliziotti se si accorgono che le uniformi degli “sbirri” urtano la suscettibilità dei Signori Teppisti. Il fenomeno del tifo violento – pressoché debellato in tutti i Paesi europei – è un prodotto  della estrema debolezza delle istituzioni italiane. Manifestamente incapaci di gestire con freddezza e distacco non solo le situazioni di piazza, ma perfino i fatti di cronaca. Perennemente in balìa di una deriva ondivaga, compromissoria, approssimativa, ambigua, spacciata – con sconcertante disinvoltura – per saggezza. Se lo Stato italiano teme e subisce gli assalti e i ricatti di quattro scalzacani di piazza, non bisogna chiudere gli stadi. Bisogna chiudere molti ministeri.

Leo Bug

PEOPLE MOVER? E IO PAGO!

Riporto un interessante intervento (da Il Resto del Carlino) di Maurizio Agostini, ex presidente ATC riguardo il People Mover

PEOPLE MOVER, IL RISCHIO LO PAGA TUTTO IL COMUNE
di MAURIZIO AGOSTINI 
Con alcuni mesi di ritardo è stato flnalmente emanato il bando di gara per il people mover. Tecnicamente il sistema è quello già noto.
Lo stesso insensato gigantismo, costi per 90 milioni di euro e la richiesta di una capacità minima del sistema di 25 milioni di passeggeri l'anno.
Si tenga presente che oggi Atc soddisfa tranquillamente la domanda per quella linea con pochi autobus, portando solo 500mila passeggeri l'anno, cioè 50 volte di meno. Vi sono però importanti novità nelle forme di finanziamento.
Nel marzo di quest'anno scrivevo sul Carlino che, senza un consistente aiuto pubblico, il people mover non sarebbe mai andato in porto per l'enorme differenza tra le dimensioni del sistema (e qumdi il suo costo) e la mancanza di passeggeri.
Ricordo che, nelle lussuose carrozze sopraelevate da 250 posti, ci sarebbero 5 passeggeri di cui solo 4 paganti. Davvero difficile far quadrare i conti così.
A luglio è infatti puntualmente arrivato il 'regalo' della Regione e dell'Aeroporto: circa 30 milioni sui 90 complessivi del costo dell'opera. Il bando di gara però non usciva ancora. Perché? Perché i privati (che quando devono pagare di tasca propria fanno i conti bene ed evidentemente leggono il Carlino), ormai consci della insufficienza di introiti da passeggeri, nonostante il carissimo biglietto da 7 euro, minacciavano di mandare la gara deserta.
In sede di bando ecco quindi comparire un altro 'regalo', questa volta del Comune: altri 30 milioni sotto forma di una rata annuale di 1 milione l'anno.
Il contributo verrà erogato solo se il numero dei passeggeri a tariffa piena sarà inferiore a 900 mila l'anno, cosa peraltro assai probabile.

A QUESTO punto i 'regali' dovrebbero essere suffieienti.
Il costruttore che si aggiudicherà la concessione trentennale del people mover dovrà sborsare solo 30 milioni sui 90 complessivi e, facendo un po' di conti, andrà in pareggio con circa 400mila passeggeri l'anno, cioè con meno dei passeggeri trasportati dalla linea Atc oggi.
Il suo rischio è quindi nullo, chi vincerà la gara (magari una Coop? ndr) ci guadagnerà comunque. Tutto il rischio, se i passeggeri non ci saranno, è addossato sulle capienti spalle del Comune.

A questo punto sorgono spontanee alcune domande.
1) Può il Comune assumere un impegno di spesa trentennale, in mancanza di una delibera del consiglio comunale?
2) Ha senso investire 90 milioni per trasportare meno passeggeri di oggi?
3) Ha senso stanziare ben 60 milioni, provenienti da tasse pagate dai cittadini, e contemporaneamente far loro pagare 7 euro al biglietto?
E' vero che anche bus e metropolitane beneficiano di contributi, ma il biglietto costa 1 euro. In sostanza, ha senso far pagare ai cittadini due volte la stessa cosa?
4) Visto che il progetto non ha convinto i costruttori, che non hanno creduto ai milioni di passeggeri promessi dal Comune e hanno voluto tutelarsi integralmente da qualsiasi rischio, è legittimo, in una gara che dovrebbe essere di project finance, che il vincitore della gara benefici di un qualcosa di molto simile a un aiuto di Stato?
5) Che dirà la Corte dei Conti?

6) In ultimo, non era meglio investire quella montagna di denaro pubblico in qualcosa di utile?

GRAZIE SINDACO!

Da Il Resto del Carlino

BOLOGNA, 30 SETTEMBRE 2007 - Il corteo che NON doveva passare in centro né ora né mai ha tagliato il cuore della città come una lama di rasoio. La linea della fermezza portata da Cofferati al Comitato per l’ordine pubblico e sposata da questura e prefettura si è dissolta alla prova della piazza, di fronte a un assembramento non autorizzato che alla fine contava almeno 3.000 giovani pronti a forzare la mano.
LA ‘Street space parade’ dei centri sociali, del Livello 57 e di Rosario Picciolo ha centrato tutti i suoi obiettivi, violando ogni divieto: contestare il sindaco, sfilare in via del Pratello, attraversare il centro storico e concludere ballando fino a notte fonda al ritmo della techno. Nella partita a scacchi, a perderci sono stati soprattutto i bolognesi, intrappolati negli autobus e nelle auto, bloccati in strada senza sapere perché.

Grazie sindaco! Complimenti! Una bella figura di merda, come al solito! Il sindaco sceriffo....AHAHAHAHAHA, ma per piacere!!!! Il sindaco non conta nulla! Non esiste! I centri sociali decidono di fare una manifestazione....il sindaco non l'autorizza...loro insistono....il sindaco ne autorizza una parte...loro se ne fottono e la fanno lostesso, come gli pare quando gli pare! E il sindaco? Muto, gobbo! Proibire agli elettori di sinistra di rompere i coglioni agli elettori di destra residenti in centro? Mai! Impedire agli elettori di sinistra di rovinare un sabato ai commercianti di destra del centro che rubano clienti alle coop di periferia? Mai! Bravo sindaco, bravo! Complimenti! Ovviamente la pulizia delle pisciate fatte sul portone di casa mia le pagano i bolognesi...con sirio e rita! Bravo! Lo sceriffo! HAHAHAHAHA....come direbbe Grillo: ma vaffanculo, va!

P.S. Buona parte dei manifestanti NON è di bologna.....

Bolognabug

LA COOP SEI TU?

Cari amici....oggi vi allego una bella intervista da 'il resto del carlino' fatta al proprietario di Esselunga, Bernardo Caprotti, in cui si parla di Coop, appalti, fisco, ecc. Situazioni che noi emiliani conosciamo molto bene!!!!

Milano, 22 settembre 2007 - LA CONCORRENZA, per Bernardo Caprotti è un valore irrinunciabile. In particolare nella grande distribuzione, anello di congiunzione fra i consumatori e il mondo della produzione. E’ proprio sul concetto di concorrenza che il patron di Esselunga ha introdotto cinquant’anni fa, insieme a Nelson Rockefeller, i supermercati in Italia, abbattendo i prezzi degli alimentari anche del 20 o del 30% ovunque comparisse la sua grande esse. «Ma ci sono alcune zone d'Italia — accusa Caprotti in questa intervista esclusiva, la prima concessa a un quotidiano, la terza in tutta la sua vita — dov’è difficilissimo esercitare la concorrenza, semplicemente perché non ti permettono di entrare. In questi territori i prezzi sono molto più elevati che altrove, grazie a un monopolio esclusivo e inespugnabile».

Sono le zone a dominanza Coop. Nel suo libro «Falce e carrello», l’imprenditore brianzolo, 82 anni, denuncia le gravi distorsioni esistenti in Italia a favore delle cooperative, di cui è stato vittima e testimone nei passati decenni. Distorsioni talmente vistose da portare la Commissione Europea a promuovere accertamenti ufficiali e a chiedrgli una sua testimonianza.

Che cosa le ha detto Neelie Kroes, la commissaria europea alla Concorrenza?
«Era molto interessata. Con oltre 50 miliardi di euro di fatturato, il 3% del Pil, il gruppo Legacoop è la terza impresa italiana, dopo Eni e Fiat. Domina un quarte del mercato della grande distribuzione. Dà lavoro a oltre 400mila persone. E’ presente in Borsa con alcune società, fra cui Unipol. Insomma, non sono certo dei poveracci. Eppure godono di vantaggi fiscali inauditi: basti pensare che l’imposta sugli utili societari (Ires), incide sull’utile lordo delle Coop solo per il 17%, contro un’incidenza del 43% sull'utile lordo di una società non cooperativa come l’Esselunga. Una differenza di 26 punti percentuali. E’ proprio questo divario ingiustificato che ha fatto rizzare le orecchie alla Commissione Europea».

Lei crede che ci sarà una procedura d'infrazione?
«Mi sembra plausibile. La Commissione ha già inviato a Palazzo Chigi una lettera dove si chiede conto del regime agevolato di cui godono le nove maggiori cooperative. La contestazione principale riguarda proprio il fatto che, a differenza di altre imprese, le Coop non pagano le tasse su buona parte degli utili. A Bruxelles sospettano che anche la nuova normativa configuri un aiuto di Stato, vietato dai trattati europei. La richiesta non rappresenta ancora l’apertura di un’inchiesta formale, ma è il passo preliminare per permettere alla signora Kroes di decidere se farla partire».

Da dove deriva questo trattamento di favore per le Coop?
«Gli intrecci fra gli affari e la politica cui ho assistito in tutti questi anni sono talmente estesi, che non potrebbe essere altrimenti. Giuliano Poletti, presidente di Legacoop, è stato segretario del Pci a Imola. Turiddo Campaini, presidente di Unicoop Firenze, era consigliere comunale dei Ds a Empoli. Pierluigi Stefanini, oggi presidente di Unipol, è stato segretario del Pci bolognese, presidente di Legacoop a Bologna, oltre che membro del comitato scientifico di Nomisma, il centro di studi economici fondato a Bologna nell’81 da Romano Prodi. Ma questi sono solo pochi esempi. Se ne potrebbero fare a decine. Decine di personaggi che si sono messi regolarmente di traverso, sostenuti dagli enti locali, tutte le volte che ho cercato di aprire dei supermercati nelle ‘loro’ zone. Con grande efficacia».

In pratica, un sistema impenetrabile. Ma allora, perché non ha mollato?
«Sono molto testardo. Hanno tentato in tutti i modi di farmi vendere, ma non ci sono riusciti. Aldo Soldi, presidente dell’Associazione nazionale cooperative consumatori (Ancc-Coop), si è fatto interprete più volte di questa aspirazione. Non per profitto, per carità! Solo per difendere il sistema produttivo italiano, specie quello agroalimentare, dal pericolo di una vendita di Esselunga a un acquirente straniero: un supermercato straniero, sosteneva Soldi, tenderà a vendere prodotti stranieri. Assunto completamente smentito dai fatti. Basta fare un sondaggio, per scoprire che i prodotti alimentari stranieri hanno la stessa incidenza sugli scaffali di tutta la grande distribuzione italiana, da Carrefour a GS, da Auchan a Esselunga. Stranieri o italiani non fa differenza. Soldi è arrivato a dire che le Coop si sentivano in ‘diritto-dovere’ di comprare Esselunga, per difendere le piccole imprese alimentari italiane! Ma questa campagna in piena regola è stata talmente insistente che alla fine hanno ottenuto l’effetto contrario».

Quando?
«Credo che il colpo definitivo l’abbia dato proprio Romano Prodi, nel febbraio 2006. Di fronte all’incalzare delle Coop e all’età che avanza qualche interrogativo me l’ero posto, nell’estate del 2005. Ma Prodi, durante una puntata di Porta a porta è andato oltre i limiti, enunciando in campagna elettorale l’obbligo per il governo di ‘mettere insieme’ Coop ed Esselunga. In qualche modo: quale, non si sa. Ha detto proprio così. ‘Abbiamo le Coop, c’è ancora l'Esselunga’. E ha continuato: il governo ‘le può mettere assieme, può aiutarle a fare una politica perché stiano assieme’. Non credevo alle mie orecchie. Grazie a Prodi, sono ancora qui. E ho tutta l’intenzione di restarci».

Allora non è vero che vuole vendere a Tesco?
«Non ci penso nemmeno. Potrei vendere soltanto a un acquirente coerente con la filosofia dell’Esselunga. E Tesco non sarebbe coerente, ha un approccio completamente diverso, quasi da discount».

C’è qualcuno a cui venderebbe volentieri?
«I supermercati americani Wegmans mi piacciono molto e anche gli inglesi di Waitrose, ma non ho mai avuto contatti con loro. Vendere non è obbligatorio».

Ma se ne parla. Lei ha una certa età e suo figlio Giuseppe è uscito dall’azienda nel 2004, dopo un tentativo fallito. Le figlie Violetta e Marina, a loro volta, non sembrano interessate. E quindi?
«C’è l’ipotesi della quotazione, seriamente considerata ma mai studiata a fondo. Potrebbe essere un’opzione, per avere la liquidità necessaria ad espanderci e una platea di soci. Forse saremmo più forti, anche politicamente. Sarebbe ora...»

Per concludere mi viene una sola parola, oggi molto di moda:

VAFFANCULO!!!!!!!!!!!!!

Giobug

LA GRANDE FAVOLA DEL MODELLO EMILIANO

Cari amici....copio e incollo! Ho trovato su un sito questo articolo che reputo molto valido quindi...ve lo 'giro':

 
LA FAVOLA DEL MODELLO EMILIANO
Ovvero, come i governi comunisti si sono presi i meriti di chi lavora

Il «modello emiliano». Sono stati spesi fiumi di parole intorno a questo concetto. Il suo mito aleggiava sull'Emilia almeno sin dai tempi dell'interessamento di Togliatti. E fiorenti universitari e studiosi vicini al Pci prima, al centro-sinistra poi, hanno elaborato, sia sul piano scientifico che su quello della divulgazione, teorie e controteorie che gli girano intorno.
Ma in che cosa consiste, in definitiva? Secondo l'analisi dello studioso padre di questo concetto, Brusco, tutto inizia nel dopoguerra, quando l'Emilia-Romagna è riuscita a trasformarsi in una realtà economica di successo in maniera così perentoria da raggiungere il vertice delle regioni per reddito pro capite. Protagonista di ciò è stata la piccola e media impresa, organizzata in peculiari sistemi produttivi chiamati «distretti industriali». Fin qui, tutto procede lineare, e il «modello emiliano» risulta un prodotto teorico di una analisi industriale, tendenzialmente condivisibile.
Il punto di svolta avviene quando iniziano a proliferare teorie, anche dello stesso Brusco, volte a dimostrare che sì, in Emilia (e marginalmente in Romagna) era nata un'economia fiorente, ma questa aveva un suo fondamento su un intreccio fra forze di mercato e forze non di mercato che permeavano il tessuto produttivo e il complesso delle relazioni sociali.
L'Emilia-Romagna si caratterizzava insomma, in maniera determinante, per la presenza di una cultura comunista dominante, che inizia a divenire, nella speculazione teorica, elemento fondante dell'analisi economica. Il cosiddetto «modello emiliano» trasborda quindi da un parzialmente condivisibile piano di analisi industriale ad un piano strettamente politico. Il benessere e la ricchezza della regione vengono lentamente attribuiti in misura sempre maggiore alla «buona amministrazione» che la sinistra avrebbe attuato. E alla fine il messaggio che si è lasciato passare è che se in Emilia ed in Romagna si sta bene è perché hanno sempre governato i comunisti. Magie della logica.
Dalla realtà si passa al mito. Il «modello emiliano» diventa il modello ideale per la sinistra di governo, perché concilia ricchezza, benessere e comunismo. Fioriscono produzioni scientifiche in tutto il mondo e in tutte le lingue. L'Emilia-Romagna diventa una sorta di Olimpo riformista, dove le mitologie si intrecciano con la realtà. E il dato economico passa in secondo piano, schiacciato dal peso preponderante del dato politico e della sua naturale propensione all'autoincensazione.
Semplifichiamo: basterebbe un po' di buon senso. Basterebbe quello per capire che se c'è ricchezza questa non la si deve di certo al fatto che il Pci abbia governato. Anzi. Se c'è ricchezza questa la si deve ad una cultura dell'imprenditorialità che ha permeato, e ancora permea, tutto il tessuto umano dell'Emilia, ed in misura minore della Romagna. Il fatto è che da un lato c'erano - e ci sono sempre più - le grancasse dell'apparato comunista, distribuite fra media, università e istituzioni, dall'altro c'erano gli imprenditori, bravissimi a lavorare e a produrre ricchezza, ma poco interessati a tutto il resto. Se i comunisti volevano prendersi dei meriti, facessero pure, purché li lasciassero lavorare.
Ed in questo modo è praticamente venuto a crearsi un patto tacito fra le componenti della società: società civile impegnata a produrre ricchezza e comunisti al governo. Non importa se tutti sapevano e sanno che i governi comunisti nulla c'entravano con il benessere diffuso. l'omertà su questo dato faceva parte del patto. Basterebbe analizzare senza gli occhiali dell'ideologia le realtà emiliane e romagnola per capire che in realtà il modello emiliano non esiste se non in un'analisi strettamente industriale, in un territorio limitato che non comprende l'intera realtà regionale, e soprattutto che non c'è nulla di mitologico per la sinistra nell'esser stata tollerata dalla classe imprenditoriale.
Basterebbe studiare un po' più a fondo le gesta degli dei e degli eroi di questa sinistra per capire che nella realtà dei fatti i veri eroi di queste terre non sono quei politici e quegli uomini di governo che vengono così spesso incensati, ma piuttosto quegli imprenditori che la politica l'hanno sempre tenuta alla debita distanza, finchè hanno potuto, e che si sono dedicati anima e corpo a mandare avanti la propria azienda. Loro hanno creato ricchezza e benessere. Non certo gli apparati del Pci. Continuiamo a lanciare sassolini nel grande stagno. Prima o poi qualcuno se ne accorgerà.

Italians!!!

Dopo il G8 si è parlato di grande soddisfazione, si è detto che l'incontro tra Prodi & Co. e Bono Vox (cantante degli U2 e impegnato da tempo in questioni umanitarie a favore dell'Africa e non solo) & Bob Geldof è stato un successo e che quest'ultimo è rimasto molto soddisfatto (qui la fonte rai).

Oltre oceano (e non solo) invece non sembra che si pensi uguale a noi infatti la loro versione è molto diversa, si parla di Prodi deriso da Bono per l'inaffidabilità delle promesse fatte e della scarsità delle nuove promesse, ho letto addirittura poco fa, su un allegato del Corriere della sera, che "Bono, basito dopo l'incontro con il nostro premier, si è scusato col premier francese Sarkozy per il ritardo causato dal dilungarsi proprio di Prodi con la frase: "ITALIANS....."", purtroppo di questa non riesco a trovare il link ma sono sicuro che spulciando un po sul loro sito riuscirò a trovarla.

Una cosa seria che mi fa pensare è che se prima come in molti decevano (ma io non condividevo in pieno) le tv erano tutte di Berlusconi, ora invece?? Se la rai racconta una versione cosi mentre le parole di Bono Vox erano ben diverse cosa devo pensare?

Io ora vi riporto la discussione che ho trovato su molti blog e che ho letto prima sul giornale e faccio decidere a voi cosa pensare:
alla domanda dell’intervistatore: “Can I ask if you’ve had a meeting with any leader at this summit that you feel is not keeping a promise there?
la risposta di Bono sia stata: “Well, we met with the Italian prime minister, Romano Prodi, and to be fair to the situation, the United States underpromised and has overdelivered; Italy overpromised and is really underdelivering. And it was a very, very tense meeting and we weren’t sure we were going to get anything. We got up to leave and they said, ‘Stop, just please wait,’ and we said, ‘We’ve got to go to meet the president of France,’ and they said, ‘Please, please wait and we think we have something.’ They disappeared around the corner, came back with a proposal which may turn Italy around.
Now, you may think that’s absurd. You know, what does an Irish musician have anything to do with that? But actually, they’re not afraid of me; they are afraid of our audience. And they’re afraid of this movement that I’m trying to tell you about. And that’s not about a photo op; that’s about a man putting his credibility on the line with the Italian public. And I think we might have got some movement. We then had to explain to the president of France why we were late; we just said, oh, it’s the Italians – (laughter)
“.

e poi altri link per divertirdi un po:
http://www.irlandaonline.com/notizie/notizia.asp?ID=-104342005

O ancora meglio l'intervista rilasciata a Repubblica: http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/esteri/g8-germania/g8-bono/g8-bono.html

Non so voi ma io mi sono rotto di fare ste figure di merda da italiano!!

Leo Bug

A BOLOGNA SI' CHE SI VIVE BENE....

Riporto un bell'articolo di Repubblica (noto giornale fascista finanziato da berlusconi con i soldi di Bush....cerrrrto):

 

"Se si ripresenta Cofferati le elezioni si perdono di sicuro"Tra gli scontenti del circolo Dozza: almeno Guazzaloca con noi giocava a briscola

di Silvia Bignami

Non sono gli intellettuali radical chic di Bonaga, né i Formidabili ex-assessori di Silvia Bartolini. Sono la base. Semplici tramvieri. Cittadini. Elettori di centrosinistra. Tutti, a parte rarissimi distinguo, scontenti. Della città, delle strade dissestate, del degrado. Scontenti soprattutto del «sindaco burocrate» calato da Roma come un asso di briscola, «ma che a Roma vuole tornare». Che viaggia in auto blu, con scorta e vetri oscurati. «E non vede che cos'è diventata Bologna. Non sente le buche sull'asfalto. Non ascolta i malumori della gente». Loro sì invece, i tranvieri del Circolo Atc Dozza: e da loro è partita la raccolta di firme per chiedere che il candidato sindaco del centrosinistra nel 2009 venga scelto con le primarie. «Noi dal bus vediamo la città sfilarci di fronte ogni giorno come in tv. E la città è cambiata. Peggiorata, mai come in questi tre anni». Molti i capannelli, le chiacchiere, le pacche sulle spalle ieri al dopolavoro di via San Felice, all'indomani della lettera-manifesto del presidente Luigi Martino Torri ai giornali per chiedere «trasparenza e democrazia». «Che decida il popolo della sinistra chi vuole come sindaco», annuisce Andrea, da dodici anni autista dell'Atc. Pochi l'hanno letta, chi l'ha vista sui giornali li porta in processione tra i colleghi tra gli uffici e il circolo ricreativo, per farla conoscere agli altri. Tutti l'approvano, virtualmente la sottoscrivono. Da 30 che erano i primi firmatari, in un sol giorno i nomi sono già diventati 60. «Ora la faremo circolare tra tutti i soci, siamo più di 4 mila» annuncia il presidente. Se si ricorda loro che Cofferati ha già fatto capire che intende ricandidarsi e che quindi le primarie non servono, scuotono la testa: «Si vede che ha paura di perderle». «Ma se si presenta solo lui alle elezioni si perde. Come nel ‘99. C'è troppo scontento» allarga le braccia Mario, in pensione, elettore di centrosinistra da sempre.  «E' il sindaco peggiore di sempre» scandisce netto Mauro Grazia, autista bolognese doc. «Guarda la città dall'alto, se ne sta chiuso a palazzo. Vuole fare carriera, lo dice la sua storia. Prima sindacalista. Ora apprendista politico qui a Bologna. Ma il suo obiettivo è Roma». Sono quasi tutti elettori di centrosinistra e non lo nascondono, al circolo Dozza, ma più d'uno ripete l'anatema elettorale della destra alle scorse elezioni: «Cofferati non è bolognese». Fanno autocritica. «Pensavamo che non fosse importante - ammette a denti stretti Angelo -, ma aveva ragione chi diceva che il sindaco doveva essere di qui. Perché Cofferati non capisce questa città. Non le parla». E' su questo punto, il dialogo, la partecipazione, che gli animi si scaldano di più. «Non c'è mai. Qui è venuto solo in campagna elettorale» ricorda Carmelo. Poi basta. Persino Guazzaloca fece meglio di lui: «Giocava con noi a briscola» dice Nicola. Da Vitali in poi, annuiscono, è stata tutta una china discendente. «Questa città sta diventando come Napoli». A dirlo è Carmelo, che a Napoli è nato e vissuto fino a qualche anno fa. I problemi non si contano. «Le strade sono distrutte, noi lo sentiamo sulla schiena. Chi arriva dalla stazione si trova un bivacco di barboni. Piazza Verdi è un letamaio. C'è delinquenza, incuria, sporcizia», ricorda Mauro. Bologna non era così, una volta. «E al sindaco non importa nulla. Non solo non parla. Non c'è». Tante volte, ricorda Torri, «gli abbiamo chiesto un incontro. Al massimo siamo arrivati al portavoce Gibelli». Ecco perché serve un altro candidato. Un'alternativa, almeno. Come dovrebbe essere? «Uno che cammini per strada. Che scenda nel sottopasso di via Ugo Bassi e vedendo che le grate sono rotte pensi che un anziano può inciamparci. E faccia qualcosa».

(15 giugno 2007)
 
 

MEMORIA CORTA

Lo so, lo so....da anni i dirigenti di sinistra si affidano alla 'memoria corta' dei propri elettori. Sanno che potranno dire e promettere qualsiasi cosa e sanno che potranno poi non fare nulla di ciò che hanno promesso....tanto l'elettorato di sinistra dimentica in fretta. E comunque, in caso di difficoltà, basta pronunciare la parola magica: ber...lus...co...ni ! E via, tutti in riga! Chi si ricorda i manifesti elettorali di Cofferati? Vi rinfresco la memoria:

da Bologna (io) a Bologna (noi)....a distanza di un paio d'anni mi chiedo: io chi? io fascista? io Guazzaloca? io egoista? ...e noi chi? noi rossi? noi solidali? noi migliori? Novità per i "noi"? Dove? Quando? 

da Bologna (macchine) a Bologna (bambini)....scomparso lo smog? almeno diminuito? e i bambini? nuovi parchi? alle De Amicis con una siringa nella scarpa?

Mi fermo per pietà...e allego i nuovi manifesti per la seconda fase:

                    

                     

...ma state tranquilii....adesso arriva Grillini a salvarci!!!! Siamo a posto!!!!

MA COME SI FA...

...dico io, ma come si fa a dire certe cose:

"Penso che le ragioni di una ricandidatura di Sergio Cofferati, come noi continuiamo in maniera instancabile a sostenere, risiede nel fatto che questa amministrazione concludera' nel 2009 un mandato fortemente positivo. Mi piacerebbe che si parlasse di piu' di atti concreti, ci si accorgerebbe che questa amministrazione ha avuto il coraggio di ridisegnare un profilo strategico per le infrastrutture, il merito di qualificare e potenziare i servizi alla persona, ha fatto una politica per la qualita' dell'aria attraverso il controllo del traffico, ha posto un tema della legalita' e della sicurezza che oggi ha un respiro nazionale. Dunque e' naturale che un sindaco che ha impostato un'azione di governo di cosi' grande respiro sia lui stesso a completarla con un secondo mandato. Non si tratta di una riproposizione burocratica ma perche' Cofferati sta governando bene"

Ma dove vive? Sulla Luna? Profilo strategico per le infrastrutture? Cioè? La bocciatura (e addio finanziamenti statatali) del metro di Guazzaloca? Qualificare e potenziare i servizi alla persona? Dove? Quando? E quali? Qualità dell'aria? Ma dove!?!?! Al massimo qualità delle casse comunali con multe a raffica! L'aria è sempre identica, non è migliorata di una virgola!!! Legalità e sicurezza? Qui rasentiamo il ridicolo! Proprio oggi sono usciti i dati del 2006....Bologna prima in stupri, microcriminalità, ecc....in deciso peggioramento! Questi stanno sognando!!! Grande respiro! Del resto, come dargli torto....hanno la fortuna di avere un elettorato che ci crede! Fanno bene!

Gio Bug

Ora Basta!!

INIZIATIVA CONGIUNTA DEI SITI ROSSOBLU
CLUB FORZA BOLOGNA @ Rimini - ZEROCINQUANTUNO - FEDEROSSOBLU


SE SEI TIFOSO DEL BOLOGNA, O SE SEMPLICEMENTE SEI UN AMANTE DELLO SPORT PULITO, DACCI 10 MINUTI DEL TUO TEMPO.

Dopo una lunga serie di eventi gravemente penalizzanti per il Bologna, e per altre squadre impegnate nella qualificazione ai play-off di Serie B, eventi che gettano forti ombre sulla regolarità di questo campionato, nella recente partita BOLOGNA-BRESCIA si è colmata la misura con ulteriori atteggiamenti arbitrali fortemente contrari ai principi di lealtà, equità e giustizia sportiva.

Ma quel che ancora di più ferisce la nostra dignità è il grave linciaggio mediatico messo in atto nel dopo partita da televisioni e giornali, con pesanti critiche alla decisione del nostro Presidente Alfredo Cazzola di ritirare la squadra dal campo, critiche che di riflesso investono tutta la tifoseria che invocava e reclamava tale iniziativa.

Un linciaggio operato senza preoccuparsi di fornire una corretta ed esauriente informazione circa le cause che hanno originato il gesto, fornendo deliberatamente una versione incompleta, distorta ed equivoca dei fatti.

I mezzi di informazione hanno finora approfittato più del lecito della nostra civiltà, tolleranza e senso sportivo.

Senza bloccare traghetti, bruciare cassonetti o occupare ferrovie, ma sempre restando nell'ambito delle iniziative legali, vogliamo però che si sappia che non intendiamo alzare le mani senza ribellarci a questo stato di cose.

Vogliamo che istituzioni, televisioni, giornali si rendano conto che anche noi esistiamo e rivendichiamo diritti e dignità pari a quelle dei tifosi delle altre piazze, anche se più vaste e sponsorizzate.

Mandiamo quindi un primo piccolo ma deciso segnale:

INONDIAMO DI E-MAIL DI PROTESTA ALCUNI SOGGETTI SIMBOLO DELLA CATTIVA INFORMAZIONE E DELLE ISTITUZIONI.

QUINDI INVIAMO QUANTE PIU' E-MAIL POSSIBILE, PER GRIDARE LA NOSTRA RABBIA.

Un primo passo per chiamarci a raccolta, per dire agli altri e a noi stessi che ci siamo, che siamo vivi e vitali.

Bastano 10 minuti per la nostra protesta, un piccolo impegno di tempo, ma un significativo gesto di sostegno al Bologna, al nostro Presidente, e alla nostra fede rossoblu.

COME INVIARE LE E-MAIL:
Abbiamo deciso di inviare la nostra protesta ai seguenti destinatari, che si sono particolarmente distinti per un comportamento che riteniamo non imparziale o di eccessivo disinteresse delle problematiche esposte:

LA GAZZETTA DELLO SPORT:per il sistematico e irrispettoso trattamento riservato al Bologna, ai suoi tifosi, ed ora anche al Presidente Cazzola

7GOLD - DIRETTASTADIO:per l'inqualificabile disinformazione e le inaccettabili provocazioni espresse sui fatti di Juventus-Bologna e Bologna-Brescia

IL SINDACO DI BOLOGNA:perchè riteniamo inaccettabile l'indifferenza di Cofferati, e degli esponenti politici Bolognesi che non tutelano nelle dovute sedi e con le opportune prese di posizione un patrimonio dello sport della nostra città

FIGC - Federazione Italiana Gioco Calcio:per ovvi motivi...


1)INVIAMO LE NOSTRE E-MAIL CON IL SEGUENTE OGGETTO:


ORA BASTA!!!


2)COPIAMO IL SEGUENTE MESSAGGIO:

CONTRO L'INFORMAZIONE PARZIALE E DISTORTA DI TELEVISIONE E STAMPA

CONTRO LE CONTINUE INGIUSTIZIE E LE OFFESE AI DANNI DELLA NOSTRA SQUADRA

E DI TUTTA LA NOSTRA CITTA'

NOI NON CHIEDIAMO FAVORI

CHIEDIAMO GIUSTIZIA - EQUITA' - RISPETTO

I tifosi del BOLOGNA F.C. 1909

3)INDIRIZZI A CUI INVIARE LE E-MAIL

Se volete inviare le e-mail contemporaneamente a tutti e quattro i destinatari, copiate per intero la seguente riga:

Sindaco@comune.bologna.it; direttastadio@7gold.tv; figc.presidenza@figc.it; cverdelli@gazzetta.it

Se invece preferite inviare le e-mail una ad una o solo ad alcuni dei destinatari indicati utilizzate i seguenti singoli indirizzi
<
mailto:cverdelli@gazzetta.it> cverdelli@gazzetta.it

<mailto:Sindaco@comune.bologna.it> Sindaco@comune.bologna.it

<mailto:figc.presidenza@figc.it> press@figc.it

<mailto:direttastadio@7gold.tv> direttastadio@7gold.tv

GRAZIE DELLA PARTECIPAZIONE E FORZA BOLOGNA!

BolognaBug